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lunedì 23 marzo 2015

GEC 2015: chiusa la prima edizione italiana

GEC 2015: chiusa la prima edizione italiana

Una vetrina globale per farsi conoscere, confrontarsi e costruire un vero ecosistema per le startup locali e nazionali.

Questo, in sintesi, il bilancio della partecipazione della Regione Lazio e Lazio Innova alla prima edizione italiana del Global Entrepreneurship Congress, il meeting mondiale sulla nuova imprenditoria promosso dalla Kauffman Foundation. Dalla sua nascita, nel 2009, GEC ha coinvolto nel mondo oltre 10 milioni di persone e 102 paesi e Milano ha fatto registrare circa 2.500 presenze, 102 panel per 324 speaker.

L’evento è stato punto di ritrovo dei principali attori italiani, imprenditori ed esperti di diversi settori, ricercatori, protagonisti del venture italiano - da Innogest a Digital Magics, da LVenture a Tim – e policy maker.

Sul fronte dei policy maker, attraverso meeting e tavole rotonde, ha avuto luogo uno stimolante confronto di idee ed esperienze tra istituzioni nazionali e locali di diverse regioni europee, a cui, per la Regione Lazio, ha partecipato Gian Paolo Manzella, il consigliere regionale vicepresidente della Commissione Affari Comunitari e Internazionali.

Lo scambio è stato un primo passo importante per la creazione di una politica industriale sistematica per le imprese culturali e creative, in grado di rendere le aziende che si occupano di design, architettura, gaming e audiovisivi un potenziale volano di crescita per l’Italia. Uno scopo condiviso che nei prossimi mesi vedrà l’organizzazione di tavoli di lavoro per definire una strategia comune.

Particolare interesse, tra gli startupper, ma anche tra gli operatori internazionali, hanno suscitato gli interventi presentati al GEC dalla Regione Lazio. Startup Lazio! un insieme organico di finanziamenti, interventi in capitale di rischio e servizi per permettere la nascita di 500 nuove imprese nei prossimi  5 anni e Twist Digital, Progetto Europeo Transregionale di sostegno a startup del settore web e mobile, co-finanziato dal programma Startup Europe  e realizzato grazie a una partnership tra Italia, Francia, Svezia e Polonia.   

Infine il rapporto “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who”,  di Italia Startup e Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, ha presentato lo stato dell’arte del settore, in decisa crescita nonostante la congiuntura economica.

Sono 118 i milioni di euro investiti nel 2014 nelle startup hi-tech italiane sia da fonti istituzionali che da business angel, family office e venture incubator. +5% sul 2012 ma -9% sul 2013. Salgono però gli investimenti effettuati da soggetti non istituzionali, inclusi acceleratori e incubatori: + 17% nel 2014, toccando quota 55 milioni di euro per quasi il 50% del totale.  

Gli investitori istituzionali sono 36 (erano 32 nel 2013), 6 pubblici e 30 privati. 100 gli incubatori e acceleratori (60 pubblici e 40 privati) e 38 i parchi scientifici di cui 35 pubblici. 62 gli spazi di coworking, 52 le competizioni dedicate alle startup in giro per il Paese, 48 le piattaforme di crowdfunding,46 i FabLab sul territorio, 21 gli hackaton organizzati, 48 i bandi e 38 gli empowerment program, 11 le associazioni e 16 sono le community online.

Le startup innovative sono più che raddoppiate da 1.227 a 2.716, (+120% rispetto al 2013). Quelle finanziate da investitori istituzionali, venture incubator, family office e business angel network sono cresciute del 9% passando da 108 nel 2013 a 118 nel 2014. Primeggia il settore dell’Ict, col 74% dei fondi raccolti. Segue il comparto life sciences con il 17% delle risorse, mentre energie e tecnologie pulite, raccolgono il 6% degli investimenti.